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Una vita in sala, da tre anni chef di un fine dining: la curiosa storia di Giuseppe Privitera

Ci sono talenti che restano a lungo nascosti, magari anche quando lavorano ogni giorno a pochi passi dal luogo in cui potrebbero esprimersi. Poi arriva un’occasione e una passione coltivata per anni diventa una strada nuova, da imboccare anche dopo una lunga carriera. È il caso, e la storia, di Giuseppe Privitera, classe 1964, che dopo oltre 40 anni nell’ospitalità e un percorso da restaurant manager nel quale ha contribuito alla conquista di una stella Michelin per ciascuno di tre ristoranti di Taormina (Me), ha colto l’opportunità di passare dalla sala ai fornelli. Da tre anni guida la cucina di Monsù, ristorante all’interno di Palazzo Vecchio Taormina, dove segue la proposta gastronomica dalla colazione alla cena e ha trovato lo spazio per trasformare una passione in una professione.

Palazzo Vecchio Taormina accende i riflettori sul ristorante Monsù Alcuni dei tavoli del ristorante Monsù di Taormina (Me)

Dalla sala alla cucina, con la fiducia della proprietà

La proprietà gli ha dato fiducia, affidandogli un ruolo nel quale non aveva ancora un’esperienza professionale diretta. Per un fine dining è una scelta (molto) impegnativa, rischiosa, perché la cucina deve dare un’identità al ristorante e rispondere alle alte aspettative degli ospiti. Privitera

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