
Tutto questo per dire che la GV60 Magma potrà essere ricordata come il primo modello ad aver portato sulla strada il nome di questo reparto sportivo, al quale auguriamo un roseo futuro nel motorsport visto l’impegno e la dedizione con cui si stanno dedicando alla missione. Tuttavia, la GV60 è destinata a restare un prodotto di nicchia, specie in Italia: perché è elettrica, perché costa 88.400 euro e perché è un’elettrica sportiva, a mio personalissimo avviso un controsenso.
La base di partenza, come noto, è la piattaforma E-GMP a 800 volt del gruppo coreano e tutta la tecnologia volta a renderla un’elettrica sui generis deriva da quella della Hyundai Ioniq 5 N, un oggetto preso ad esempio da molti costruttori per sviluppare Bev sportive perché riuscito particolarmente bene. In comune ci sono la batteria da 84 kWh, il powertrain bimotore da 650 cavalli e 790 Nm di coppia (20 Nm in più della Hyundai) e il fatto che la vettura imita il suono di un motore termico e possa simulare un cambio a doppia frizione a 8 rapporti. Di specifico, sulla GV60 Magma, ci sono la taratura delle molle e degli ammortizzatori (a controllo elettronico) e una calibrazione software specifica




