
Discutere e protestare è sempre legittimo, ma mi sembrano modalità vecchie e rituali
Eccolo là. L’appello a fermare tutto. A sospendere i lavori a Bagnoli. Vi immaginate che figuraccia internazionale? Mi meravigliavo che non era ancora arrivato. Quello che infastidisce è il tono. Noi firmatari siamo gli angeli del bene, noi siamo i detentori della verità, tutti gli altri sbagliano; a qualcuno magari concediamo il beneficio della buona fede, ma tutti gli altri sono gli speculatori, i «cattivi». Mai sfiorati dall’idea che magari siano persone che semplicemente la pensano diversamente.
Primo firmatario dell’appello sono le Assise di Palazzo Marigliano, che è sorprendente esistano ancora. Le Assise presero corpo nel 1991 in un clima pre-tangentopoli e in una città senza regole. Negli anni successivi siamo riusciti ad approvare tutti gli strumenti urbanistici possibili ed immaginabili, con norme chiare e forse anche troppo stringenti e oggi c’è una classe dirigente, da cui si può ovviamente legittimamente dissentire, ma non è certo quella del 1991, per cui richiamarsi a 35 anni fa è del tutto fuori luogo. Discutere e protestare è sempre legittimo, ma mi sembrano modalità vecchie e rituali.
Tutto già visto in questa città, in cui c’è un enorme paradosso. È una città




