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Caldo in vigna: satelliti, mappe e sensori decidono quanta acqua serve

I numeri non lasciano margini di interpretazione. Secondo l’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche, l’estate 2026 è stata la più calda in Italia dal 1950, con una temperatura media nazionale di 24,3 gradi a due metri dal suolo. E agosto ha toccato una media di 25,6 gradi, con un’anomalia di 5,2 gradi rispetto al trentennio 1991-2020. Le aree più esposte sono in gran parte superfici coltivate, tanto che il settore primario risulta quello più colpito, e al caldo si è sommata la siccità. In vigna, la questione non è più se intervenire, ma come. E per le aziende più reattive l’irrigazione di precisione non coincide con un maggiore apporto d’acqua: è un sistema di misurazione, lettura e decisione che punta a mantenere la vite nel proprio equilibrio, evitando sia lo stress eccessivo sia l’eccesso idrico – entrambi nemici della qualità.

Dal sensore alla mappa satellitare del vigneto

«Nei nostri vigneti – spiega Lorenzo Fortini, direttore tecnico di Allegrini – sono presenti sensori e capannine meteorologiche che ci forniscono dati continui su precipitazioni, temperatura e umidità del terreno. Dal 2024 abbiamo affiancato a questo sistema Manna Irrigation, una piattaforma che utilizza dati satellitari e modelli agronomici per fornire una

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