
Case e concessionari si intestano quasi l’11% delle vetture nuove, ma l’azienda di Shenzhen a luglio ne ha smistate in questo modo il 31,39% del totale di quelle che risultano vendute in Italia, il 30,94% ad agosto
Gianluigi Giannetti
2 ottobre – 16:04 – MILANO
C’è un modo molto semplice per far crescere le immatricolazioni di automobili senza aspettare che qualcuno entri effettivamente in concessionaria e poi firmi un contratto: autoimmatricolarle. Lo fanno i costruttori e lo fanno i rivenditori, per alimentare il parco demo, i veicoli aziendali o quelli destinati alla stampa, ma anche per raggiungere obiettivi di vendita mensili figurativi, che però diventano poi effettivi successivamente, con la formula di vetture disponibili al pubblico a “km zero”. È una pratica consolidata, ma a fare la differenza sono le dimensioni che assume.
Numeri a colori—
Nei primi otto mesi del 2026 in Italia, secondo i numeri degli esperti dell’agenzia Dataforce, 124.827 vetture sono finite nei canali M&D (Manufacturer & Demo, cioè autovetture immatricolate direttamente dalle case, comprese auto aziendali, stampa e dimostrative) e in quello denominato dealership (per le vetture intestate ai concessionari). Il totale delle




