
di Simona Marchetti
Intervistato dal “New York Times”, l’80enne attore ha ammesso che i muscoli di Rocky e Rambo erano il frutto di un disturbo alimentare e di un utilizzo massiccio di anabolizzanti
Dietro a quegli addominali scolpiti che hanno trasformato il fisico di Sylvester Stallone in una leggenda vivente del cinema d’azione anni Ottanta c’erano un disturbo alimentare, un uso sfrenato di steroidi e un’ossessione che gli ha presentato il conto con decenni di ritardo. A rivelarlo è stata la stessa 80enne star di Hollywood nel corso di una recente intervista al New York Times per promuovere il suo memoir The Steps, riflettendo su come sia cambiato il rapporto con il suo corpo. «Era la mia armatura – ha ammesso Stallone riferendosi al suo fisico muscoloso – . Ho guardato Rocky: all’inizio era un tipo comune, dall’aspetto normale. Poi andando avanti con il personaggio è diventato un po’ più vanitoso. E per Rambo che è un guerriero, dovevo essere un po’ più animalesco. Così ho iniziato a pensare: modella il tuo corpo come quello di un giaguaro, di un felino. Non grosso come Arnold (Schwarzenegger, ndr), ma più selvaggio, aggressivo, molto agile e atletico». Dalla costruzione di un fisico




