Tra il 2019 e il 2025 anche il comparto dei bar ha perso oltre 24mila imprese, passando da 169.839 a 145.766 attività: circa 11 chiusure al giorno. A fotografare l’evoluzione è arrivata anche Confesercenti, che ha elaborato i dati delle Camere di commercio, dopo che Italia a Tavola racconta il fenomeno da anni, così come Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi che monitora – report annuale dopo report annuale – la crisi di un modello che va ripensato prima che sia troppo tardi per essere salvato. Il bar resta una delle attività più riconoscibili della rete commerciale italiana, ma deve fare i conti con costi di gestione crescenti, scontrini medi contenuti e consumi che cambiano.
Tra il 2019 e il 2025 anche il comparto dei bar ha perso oltre 24mila imprese
Una contrazione che interessa tutte le aree del Paese e che porta con sé anche una questione economica: per Fipe servono interventi su affitti, fiscalità e costo del lavoro per rendere sostenibile il modello del bar di prossimità. Per Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio, il problema è ormai quello di un equilibrio economico sempre più




