di Silvia Morosi
Si conclude dopo sette anni il progetto «Life Claw», destinato alla conservazione della specie autoctona sempre più minacciata anche dalla presenza di esemplari alloctoni
Dopo 7 anni (dal 21/10/2019 al 30/09/2026) si conclude il progetto Life Claw per la conservazione dei gamberi di fiume autoctoni (Austropotamobius pallipes), volto a contrastare il declino della specie nell’area dell’Appennino nordoccidentale, tra Emilia-Romagna e Liguria. Con le ultime azioni di ripopolamento avvenute il 21 settembre a Corniglio (Emilia-Romagna), il 22 a Monchio delle Corti (Emillia-Romagna), il 23 a Frignoli (Toscana), il 28 a Fontanigorda (Liguria) sono stati introdotti nei 13 siti ritenuti strategici un totale di circa 10.500 giovani individui (juveniles) riprodotti in ambiente controllato (nei primi quattro cicli erano stati introdotti 7.565 esemplari). A conferma del successo, i monitoraggi notturni post-rilascio e le indagini con eDna hanno confermato l’acclimatazione e la presenza negli anni successivi ai rilasci. Nel 2025, presso un sito nell’Appenino parmense, è stata anche documentata la nascita in natura della prima nuova generazione prodotta da individui reintrodotti.
Ma quali sono le caratteristiche di questa specie? Il gambero di fiume è un crostaceo che vive nei torrenti e nei piccoli corsi d’acqua caratterizzati da acque pulite, fresche e




