
Il governo convoca le raffinerie l’8 ottobre: l’Italia esporta gasolio ma l’Europa teme una stretta sulle forniture dopo la crisi nel Golfo e il possibile stop all’export dagli Stati Uniti
Il governo ha convocato petrolieri e raffinatori in Italia per un tavolo l’8 ottobre, ma stavolta a differenza delle precedenti il tema non sono tanto i prezzi di benzina e gasolio– saliti ai massimi di sempre – quanto la necessità di aumentare la produzione. «Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto – si legge in una nota del Mimit diramata la mattina di oggi, 25 settembre – hanno convocato per giovedì 8 ottobre alle ore 16.30 le società operanti nel settore della raffinazione e della produzione di beni e prodotti derivati». L’incontro sarà dedicato «all’analisi delle principali questioni per valutare come le raffinerie nazionali possano aumentare la produzione dei principali prodotti per mitigare gli effetti dell’attuale scenario internazionale sull’approvvigionamento del Paese».
Le raffinerie italiane al 77% del tasso di utilizzo
Alla riunione sono stati invitati a partecipare, oltre all’Unem (Unione Energie per la Mobilità), i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras




