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Il trio creativo Blearred: «Da Ultimo a Tedua, le nostre scenografie spinte fino ai limiti dell’impossibile»

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di Federica Maccotta

Richieste stravaganti? «Ne arrivano sempre, ma è bello che chiedano l’impossibile, “voglio fare un palco su Marte”»

Per Tedua hanno usato La porta dell’inferno di Rodin. Alfa l’hanno messo tra le case colorate di Boccadasse, i Subsonica in una discoteca labirinto. E con Ultimo hanno creato il mega show di Tor Vergata. Blearred è un studio di design multidisciplinare che si occupa, nei concerti, di quello che sta intorno alla musica: luci, scenografia, video e così via. «Tutto l’aspetto visivo, dal briefing a quando entra il pubblico», racconta Jordan Babev, fondatore con Davide Pedrotti e Ivan Russo. 

Si parte da quello che un artista sogna. Richieste stravaganti? «Ne arrivano sempre, ma è bello che chiedano l’impossibile, “voglio fare un palco su Marte”». Nel 2023 Tedua, per dire, è arrivato con l’album La Divina Commedia. «Abbiamo lavorato sull’opera incompiuta di Rodin come porta dell’inferno, creando un palco materico che rappresentasse un paesaggio infernale». Con Tedua c’è stato un bis a San Siro («Sono milanista, lo metto nella top 3 dei luoghi in cui ho lavorato»), per i 10 anni di Aspettando Orange County. «A sinistra c’era un palazzo popolare, le sue origini artistiche, e dall’altra

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