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L’Aia tira dritto sul Var: l’arbitro resta al centro, ma ora il nodo sono i rigori

Orsato e Messina confermano la linea: tecnologia solo sui chiari ed evidenti errori, più autonomia ai fischietti

Matteo Dalla Vite

Giornalista

21 settembre – 09:23 – MILANO

Avanti tutta. Avanti così. Siamo alla quinta di campionato e come detto a fianco bisognerà vedere se tutto sarà perfetto anche quando i punti verranno pesati in quintali e non in chili. Ma l’idea va avanti, le linee-guida sono queste e tutto verrà detto e ribadito anche oggi nella riunione che ci sarà a Lissone (lo “start” alle 12,30). Legittimo. Perché tutto prosegue nella linea tracciata in maniera marcata e coraggiosa e sicura dal dt Domenico Messina e dal designatore Daniele Orsato, anche ieri e l’altroieri a guardare partite (non solo in Serie A ma rendendo capillare il proprio lavoro). 

linea guida—  

Qual è la linea guida? Ormai si sa: che l’arbitro è al centro del sistema e la sua decisione è sovrana in base a quel che vede o sente e considerando che la soglia va tenuta alta. E che il Var serve per cose macroscopiche perse. Questa la premessa ma è chiaro che oggi ci sarà spazio per

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