
Il romano è intervenuto sul caso delle parole dell’amico-collega in Ducati carpite e divulgate: “È stata una scorrettezza verso Pecco, ci vuole un senso del limite anche per il bene dello sport”
Le ripercussioni della vicenda Pecco Bagnaia-Fabio Di Giannantonio-Dazn Spagna non sono ancora finite. Dopo le immagini, ecco i fiumi di parole. Il fuori onda pescato tra i due piloti ha suscitato l’indignazione di Pecco, che si è sfogato (sempre con educazione). Mancava l’altro interessato, Diggia, che ha commentato la vicenda (senza entrare nel merito perché “non è la mia storia”) prima del GP d’Austria. Noi italiani, ha detto Diggia, “ci conosciamo da tantissimo tempo e parliamo sempre di moto. È completamente normale per noi”. La tv ha mandato in onda un dialogo privato tra i due. Bagnaia, il pilota della Ducati, l’ha definita una scorrettezza. Diggia, invece, ha ricordato che “quello che è successo era qualcosa che stava avvenendo fuori dalle telecamere, o almeno pensavamo fosse fuori dalle telecamere, perché apparentemente una telecamera invece c’era”.
cose personali—
Anche per il pilota della VR46 è stato tutto “un po’ scorretto, perché non io, ma un altro pilota stava parlando di cose personali”. I due si sono sempre supportati, sono amici.




