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Arabia-Iran-Cina, il triangolo del petrolio: il futuro dei prezzi si decide qui

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Un «triangolo del petrolio» muove i mercati: Arabia, Iran, Cina. I primi due sono i maggiori produttori del Golfo. La terza è la principale importatrice mondiale di energie fossili. Per le quantità in gioco, questi tre attori hanno un impatto smisurato sull’andamento dei prezzi globali: arrivano a influenzare il prezzo della benzina in Italia e perfino negli Stati Uniti (nonostante questi ultimi ce l’abbiano in casa). 

In questo triangolo accadono novità importanti, a getto continuo. Le ultime vedono un’Arabia saudita alla ricerca continua di vie alternative; un Iran strangolato dal blocco americano; e il ritorno degli acquisti cinesi dopo una lunga assenza.

La guerra del Golfo ha questo secondo fronte, meno spettacolare ma non meno importante: dal carovita in Europa e in Giappone, alle elezioni di mid-term negli Usa, il fronte energetico conta perfino più di quello militare. Si combatte con petroliere, oleodotti, porti, ferrovie, camion. È una guerra di logistica e geoeconomia. E comincia a delineare un paradosso: Arabia Saudita e Iran sono entrambi sotto pressione, entrambi hanno visto restringersi drasticamente le proprie vie di esportazione, ma non sono affatto nella stessa situazione. Riad continua a inventarsi alternative, costose e precarie. Teheran è molto più vicina allo

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