
L’Unrae, per esempio, pur valutando positivamente ogni intervento capace di ridurre il carico fiscale sulla mobilità delle famiglie, mette i classici puntini sulle i evidenziando diversi aspetti. “È necessario chiamare le cose con il loro nome”, perché “si tratta di un’esenzione limitata al 2027”, afferma l’associazione delle Case automobilistiche estere. Insomma, non si tratta “ancora di un’abolizione strutturale, anche se le intenzioni dichiarate del Governo sono quelle di renderla tale”.
A tal proposito, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha chiarito che “l’abolizione del bollo auto così come è configurata, con la possibilità di estenderla anche ad altre categorie, è strutturale, non vale solo per il 2027 ma vale per sempre”.
In attesa di nuovi sviluppi, però, l’Unrae manifesta dubbi innanzitutto sulla “scarsa attenzione al tema delle emissioni di CO2”: guardando alle sole nuove immatricolazioni, per esempio quelle dei primi otto mesi del 2026, appena il 2,6% delle vetture esentate ricadrebbe sotto la soglia dei 60 g/km di CO2. Ancora più grave la situazione del parco circolante, molto anziano, che presenta una quota importante di vetture Euro 0, per le quali le emissioni sono addirittura ignote.
“Con una soglia di 80 kW non collegata ad alcun parametro di emissioni o




