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Fed, perché sui tassi si prepara lo scontro tra Trump e Warsh e cosa significherebbe il denaro più costoso

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L’inflazione torna di nuovo a salire e il nuovo presidente della Fed è pronto al primo aumento dei tassi da oltre tre anni. Che però non piace a Trump perché renderebbe più costoso il credito alle famiglie

Oggi quando sarà l’ora di cena in Italia il (quasi) nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, dovrebbe annunciare il primo aumento dei tassi da oltre tre anni. Sarebbe una misura dovuta sul piano del merito, con gli Stati Uniti piuttosto vicini alla piena occupazione e l’inflazione sopra agli obiettivi della banca centrale da oltre cinque anni che torna di nuovo a salire non molto sotto al 4% annuale.

Il contrasto di Trump

Sul piano dei fatti, dunque, non dovrebbero esserci discussioni. Ma con Donald Trump alla Casa Bianca ci sono fatti e fatti: quelli della realtà, là fuori dalle finestre dello Studio Ovale, e poi quelli della percezione politica del presidente degli Stati Uniti. E alzare i tassi d’interesse seppure di poco, dunque rendere il credito a famiglie, imprese e fondi d’investimento più costoso e magari più scarso, cade esattamente al centro del vasto portafoglio delle scelte che Trump detesta. La detesta così tanto che il tycoon aveva maltrattato il precedente leader della

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