di Leonard Berberi
Il report di Oag: calano gli hub di Dubai e Doha, il balzo di Roma Fiumicino. Al terzo posto Amsterdam. In America svetta Chicago
Le tensioni nel Golfo Persico azzoppano la connettività degli aeroporti dell’area (e non solo), intaccano il primato di Londra Heathrow e spingono Istanbul in cima alla classifica mondiale dei collegamenti diretti, grazie in particolare al vettore di riferimento, Turkish Airlines, che ha una quota di mercato record dell’80% su uno degli impianti più grandi del pianeta.
È quanto emerge dal report «Megahubs 2026» di Oag, società specializzata in analisi aeronautiche. La classifica è stata creata confrontando il numero di coincidenze programmate da e per i voli internazionali con il numero di destinazioni servite dall’aeroporto, nel giorno di maggiore traffico dell’anno.
Lo scalo turco vanta connessioni verso 337 destinazioni globali, il valore più alto tra i grandi aeroporti mondiali, risultando anche l’ottavo scalo più trafficato al mondo per numero di posti offerti sui voli negli ultimi dodici mesi correnti. Turkish Airlines resta il vettore dominante, con l’80% della capacità operata dall’aeroporto.
Scivola al secondo posto Londra Heathrow, con le connessioni potenziali in calo del 6% sul




