
Il fondatore del Movimento 5 Stelle torna a far parlare di sé con il simbolo del «Movimento zero stelle» e l’ipotesi di una corsa elettorale in solitaria. Tra la battaglia per il vecchio simbolo del M5s e l’attesa apparizione da Fedez, nel partito di Conte cresce la preoccupazione
Il tormentato iter della nuova legge elettorale entra nella fase cruciale, quella delle votazioni al Senato, e il testo che uscirà oggi da Palazzo Madama tornerà alla Camera dove non si potrà modificare di una virgola: o si approva o salta tutto. Ieri l’Aula di Palazzo Madama ha approvato, con 95 sì, 54 no e 2 astenuti, l’articolo 1, quello clamorosamente bocciato alla Camera un mese fa col voto segreto, che prevede i capolista bloccati e tre preferenze da esprimere su un listino di sei nomi, con alternanza di genere. Come abbiamo più volte scritto, questo meccanismo consente di eleggere una buona parte di parlamentari con le preferenze solo ai partiti più grandi, Fdi e Pd: tutti gli altri, salvo rarissime eccezioni, finiranno per portare in Parlamento solo i capolista.
Le polemiche si spostano su un’altra novità: l’aumento esponenziale delle firme da raccogliere per chi non ha attualmente un gruppo parlamentare




