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In Alto Adige quaderni e diari scolastici che inneggiano alla secessione, il caso arriva in Parlamento: «Vanno denunciati per istigazione alla violenza»

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di Enzo Coco

L’iniziativa della Süd-Tiroler Freiheit ha scatenato un vespaio di polemiche a sfondo etnico. Urzì (FdI) annuncia un’interrogazione al ministro Piantedosi: «Aizzano i giovani contro l’Italia»

«Sven Knoll non meriterebbe di essere considerato perché quello che cerca è solo la notorietà, ma non può passare sotto silenzio la sua grave violazione dei principi di tutela dei minori». Esordisce così la senatrice Michaela Biancofiore nel commentare la pubblicazione del diario della Südtiroler Freiheit. «Knoll – continua Biancofiore – è un pericoloso ignorante per la nostra terra che ha raggiunto la convivenza con coraggio e fatica di tutti i suoi protagonisti, storici e attuali, ed è pericoloso anche per sé stesso». Secondo Biancofiore Knoll è penalmente perseguibile per le sue azioni che violano la legge Mancino e gli fanno rischiare una pena da sei mesi a quattro anni di reclusione ai sensi dell’articolo 604bis del codice penale. «In Italia – ancora la senatrice e capogruppo di Civici d’Italia-Noi Moderati-Maie -, Paese del quale anche egli è purtroppo cittadino finché non prenderà il passaporto austriaco (se glielo danno) e dal quale è purtroppo pagato per le sue gravi e assurde nefandezze, l’istigazione alla violenza per motivi etnici, razziali

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