A settembre, per chi alleva cozze nell’Adriatico, la stagione non è ancora davvero archiviata. Non tanto per quello che resta da raccogliere, dato che di fatto il periodo è terminato, quanto per ciò che potrebbe mancare l’anno prossimo. L’acqua è ancora troppo calda e nei vivai una parte consistente del seme non ha superato l’estate. È questo, secondo Fabrizio Grossi, responsabile commerciale della Cooperativa La Fenice di Cervia (Ra), l’effetto più pesante delle temperature elevate di quest’anno, oltre ad un aumento dei prezzi che già ha messo a dura prova i ristoratori della zona. «Il problema più grosso che abbiamo avuto noi è stato il seme», spiega Grossi. Le cozze adulte, nel caso dell’allevamento cervese – a differenza di quanto accaduto altrove -, non sono morte per il caldo, ma hanno perso il bisso, il collante naturale con cui il mollusco si fissa alle corde. Una volta perso il bisso, le cozze si staccano e il mare le porta via. In altri allevamenti, invece, si è verificata una vera e propria mortalità. Il fenomeno non ha colpito allo stesso modo tutte le aree. «Non sono democratici i danni del calore», osserva Grossi. Le condizioni cambiano anche in funzione della posizione
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