
di Sara D’Ascenzo
L’attrice, alla Mostra con due film, e l’attore intervistati dal direttore del «Corriere» Luciano Fontana e dal critico Paolo Mereghetti a «Che Spettacolo!»
VENEZIA Bisogna avere fiducia nel cinema italiano «perché può raccontare temi come l’immigrazione clandestina o il femminicidio trasfigurandoli, con toni che non sono quelli dell’attualità». Le parole di Valeria Golino suonano come un appello, ma anche una consapevolezza di sé: alla Mostra del Cinema di Venezia è con due film – Nessun dolore di Gianni Amelio e Serpenti di Roberto De Paolis – e con due personaggi nati proprio dall’avere fiducia nelle storie che i due registi volevano raccontare e di come volevano metterle in scena.
Lo ha spiegato venerdì pomeriggio nell’evento promosso da «Che Spettacolo!», il format di approfondimenti e interviste video che il Corriere della Sera e la Fondazione Ente dello Spettacolo hanno portato per il secondo anno alla Mostra del Cinema di Venezia con oltre cento appuntamenti. Dal palco della Sala Incontri dell’Hotel Excelsior, intervistata dal direttore Luciano Fontana e da Paolo Mereghetti, ha ricordato il suo rapporto con i personaggi interpretati o con compagne di viaggio come Matilda De Angelis, con la quale ha girato Fuori! di




