
di Chiara Maffioletti, inviata a Venezia
Il film, presentato alle Giornate degli Autori, sulla storia due musicisti fuggono dall’Afghanistan. «Divento produttrice per restituire la fiducia che ho ricevuto»
VENEZIA Matilda De Angelis dice di essere una brava giocatrice di carte. «So che non tutte le partite si possono vincere, ma so anche quando ho in mano delle buone carte e lo faccio». È quello che è successo anche con Balcanica, l’opera prima di Nicola Sorcinelli presentata alle Giornate degli Autori, di cui De Angelis non è solo attrice ma anche produttrice associata. Parla del viaggio lungo la rotta balcanica di un padre e un figlio che lasciano l’Afghanistan quando la musica viene vietata. «Ci sono tanti modi per affamare un popolo: lo vediamo ogni giorno, da Cuba alla Palestina. L’arte è metafora della libertà di espressione».
Lei ha mai pensato a chi sarebbe diventata se non avesse potuto fare l’attrice?
«In effetti non saprei. So che mi ero iscritta all’università per diventare interprete, penso mi sarebbe piaciuto. Ho scoperto tante cose solo facendole, quindi chissà: magari avrei imparato altre cose».
La sua carriera è iniziata 13 anni fa. Cosa direbbe a quella ragazza di 17 anni?
«Le




