di Silvia Morosi
Ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti plastici rischiano di disperdersi nell’ambiente, con conseguenze per biodiversità, clima e salute umana
Dal 6 settembre 2026 non saremo più in grado di gestire in maniera sicura la quantità di rifiuti di plastica che produciamo a livello mondiale. In questa giornata cade infatti quest’anno il «Plastic Overshoot Day», la data in cui la quantità di rifiuti plastici prodotta supera la capacità dei sistemi di gestione di raccoglierla e trattarla, determinando un accumulo di materiale destinato a disperdersi nell’ambiente. Dal 2021 a oggi la data del Plastic Overshoot Day (a differenza di quella dell’Earth Overshoot Day, ndr) si è progressivamente spostata di alcuni giorni verso la fine dell’anno, indicando un lieve miglioramento nella capacità di gestione dei rifiuti, ma questo progresso è vanificato dall’aumento della produzione e dei rifiuti generati. Negli ultimi cinque anni – come denuncia il Wwf Italia – la quantità di rifiuti di plastica gestiti in modo inadeguato è aumentata di oltre tre milioni di tonnellate. Senza interventi mirati il volume di plastica che rischia di essere disperso nell’ambiente potrebbe quasi raddoppiare entro il 2040.
Secondo l’elaborazione annuale di Earth Action, nel 2026 circa un terzo (31,6%)




