
di Stefania Ulivi
Dalle passioni di Nanni Moretti alle guerre, in concorso 21 film. La conduttrice Greta Scarano sfoggia il ventaglio pro-Pal
Dalla nostra inviata
VENEZIA – «Abbiamo scelto in libertà, puntando su autori meno noti, rischiando di mettere in competizione, per esempio, Paolo Strippoli, al suo terzo film, un’opera di genere, L’estranea. Molti film del concorso sono di filmmaker che non ha mai gareggiato in un grande festival. Le sorprese arriveranno da lì». Alla vigilia dell’edizione numero 83, Alberto Barbera rivendica le scelte fatte. Compresa quella di una sola regista in gara («Tutti si ricordano che c’è un problema di parità di genere solo al momento del festival. Per tutto il resto dell’anno è sotterrato, nessuno se ne preoccupa»). Peraltro May el-Toulhy, in concorso con il suo terzo lungometraggio, Woman Unknown, è proprio tra i nuovi cineasti, esordienti in gara, che il direttore artistico si dice orgoglioso di aver selezionato.
Così come Yuval Abrahm e Rachel Szor, i due autori di NAZA, sull’uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele. «Un film politicamente dirompente e cinematograficamente interessante. Non è una semplice collezione di interviste, testimonianze autentiche certificate da un team di reporter del Guardian,




