
L’attrice svedese, a Venezia per rendere omaggio al regista: «Il suo cinema era fantastico, all’avanguardia, pieno di fantasie e immaginazione»
Eva Aulin, attrice svedese divenuta celebre negli anni Sessanta e Settanta, è arrivata a Venezia, alla serata di preapertura, per assistere alla proiezione della copia restaurata del thriller pop «Col cuore in gola», film del 1967, girato a Londra, interpretato con Jean Louis Trintignant. Assieme all’attuale moglie di Brass, Caterina Varzi, ha reso omaggio a Tinto Brass, il regista con cui aveva lavorato e che la Mostra ha ricordato in sua assenza.
«Mi chiamo Eva Aulin, Aulin come la medicina. A mille milligrammi. Mi fa così ridere che lo scrivono sul mio citofono».
Qualcuno la sconsigliava di fare film con Brass?
«Tutti. Però lui era fantastico, era così all’avanguardia, pieno di fantasie e immaginazione. Non lo so, era qualcosa che volevo sperimentare. Sono a Venezia per rendere omaggio a Tinto, perché è stata anche una persona trattata molto male, ci sono state tante polemiche, tante storie. Invece lui era un genio del cinema italiano, un maestro».
Perché la sua carriera si fermò?
«Perché ho fatto una famiglia. Ho fatto una bella famiglia, con dei bellissimi figli, e adesso ho




