di Danilo di Diodoro
Con lo smartphone si sta diffondendo l’apprendimento mediante brevissime sessioni: strategia che tiene conto della frammentazione del tempo a disposizone. Vantaggi e limiti
Complici smartphone e social media, molte persone hanno la sensazione che il proprio tempo si sia spezzettato in tanti frammenti e allora sembra difficile potersi dedicare continuativamente a studio e formazione, attività considerate come richiedenti una certa quantità di tempo.
Per superare questo ostacolo, si può tentare la strada del microlearning, in italiano micro-apprendimento.
Si tratta di una modalità di apprendimento emergente che tiene conto proprio della frammentazione del tempo a disposizione e che è quindi basata su contenuti divisi in piccole unità, le learning units. Ognuna di queste unità è caratterizzata dalla brevità del contenuto e della durata di esecuzione, che oscilla solitamente da pochi secondi a quindici minuti. Così lo studio può essere «infilato» nei ritagli di tempo, ripetuto più volte durante la giornata e con meno possibilità di avanzare scuse.
Cosa gira in rete
Il microlearning sta catturando l’attenzione non solo di singoli individui ma anche di scuole e istituzioni che iniziano a mettere a disposizione contenuti strutturati in tal modo.
«Resta da stabilire con esattezza quali conoscenze




