
Cesc ha portato la squadra dalla B alla Champions, a Napoli ha dato una straordinaria prova di maturità e mette paura alle big. Il numero uno Suwarso: “Continuiamo a migliorare e ci godiamo ogni momento”
La vittoria del Como al Maradona non è un exploit e nemmeno una conferma. Nella filosofia del club non ci sono (ancora) obiettivi da raggiungere ma un fluido divenire entro un percorso di crescita. Poi, la realtà oggettiva parla di fatti: la parte sinistra della classifica al ritorno in Serie A dopo ventun anni; una storica Champions raggiunta l’anno scorso; e, sabato, tre punti nel primo big match stagionale. Espugnare la casa del Napoli per 2-1, grazie alle firme d’autore di Baturina e Douvikas, non è un attestato di maturità definitivo ma solo un esame superato a pieni voti. Il Como ha sbancato Fuorigrotta imponendo idee, palleggio e una personalità sfrontata, lasciando dietro di sé una scia di bellezza e maturità. Siamo solo alla seconda giornata, non ci sono certezze incise nella roccia, ma un dato di fatto è difficilmente negabile: per lo scudetto le big dovranno fare i conti con i ragazzi terribili di Fabregas.
Gentleman—
Nel suo ruolo istituzionale, e con quella




