
di Marco Madonia
Daniela d’Amone ha scelto di non trasferirsi da Bologna a Torino, l’accordo sulla buonuscita e il licenziamento: «La proprietà è stata consigliata male dai consulenti e ne ha pagato il prezzo. Finalmente è finita»
«Finalmente è finita, penso sia lo stato d’animo di tutti. Si è chiuso un cerchio nel migliore dei modi». Daniela d’Amone poco dopo le 17 è uscita dalla sede di Woolrich, il suo ultimo giorno di lavoro.
Ha deciso di non trasferirsi a Torino e ha trovato un’intesa sulla buonuscita con la nuova proprietà. «Credo siano stati mal consigliati. Tu non puoi pensare di fare un’operazione del genere in Emilia-Romagna. Qui non si può fare. Poi la Uil ha avuto un atteggiamento irresponsabile, continuava a dire: “guardate che vi cacciano tutti”. Non è andata così».
Perché?
«BasicNet paga una buonuscita a tutti, anche a quelli a cui non era dovuta. Stiamo parlando di cifre importanti, da 30 fino a 100mila euro. Il peggio l’hanno avuto loro. Saranno stati consigliati male dai consulenti, pensare di mandare a casa la gente così è da pazzi»
Lei di cosa si occupava?
«Ero office manager e executive assistant. In dieci anni ho lavorato con tutti




