
di Massimo Franco
Nonostante gli scarti del governo Sánchez , il blocco di Schengen e i suoi riflessi in Europa comportano dei rischi anche per l’Italia
Bisogna chiedersi quali lividi politici rimarranno dopo la proroga per quindici giorni della sospensione del Trattato di Schengen con la Spagna. La ruggine tra il governo socialista di Pedro Sánchez e quello di destra di Giorgia Meloni sono certamente uno degli elementi della tensione. Così come alcune scelte solitarie rispetto al resto dell’Ue compiute da Madrid sia nei rapporti con la Cina, sia nei no agli aerei Usa diretti in Iran per l’uso delle basi militari . Anche le accuse di «genocidio» contro Israele su Gaza hanno provocato reazioni contrastanti. Nonostante questo sfondo in chiaroscuro, aprire e poi proseguire un contenzioso con la Spagna in materia di immigrazione si conferma ad alto rischio. Per l’Italia, prima che per il nostro alleato; e più in generale per l’Ue.
Dare un colpo alla libera circolazione in base a un’«invasione» di marocchini nella ex colonia di Ceuta, che con Melilla sono territorio spagnolo in terra africana, appare una mossa azzardata. Palazzo Chigi lo difende in nome della sicurezza, e assicura che presto dovrebbe essere




