
di Monica Guerzoni
Il ministro: l’Europa deve essere più forte e va ridotto il voto all’unanimità
La rivalità con il premier spagnolo «non c’entra nulla» con la decisione di prolungare il blocco di Schengen. Per il ministro degli Esteri e vicepremier la questione non è elettorale, ma riguarda la sicurezza interna: «Il pericolo jihadista non va sottovalutato».
Ministro Antonio Tajani, avete deciso di continuare il braccio di ferro con Sánchez perché è socialista e voi siete in campagna elettorale?
«Assolutamente no. La nostra priorità è la sicurezza interna. La proroga è stata decisa dopo un attento esame del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere e la ragione è la prevenzione del terrorismo e il contrasto all’immigrazione irregolare. È di questo che ci preoccupiamo, non di come la pensi Sánchez. L’Italia agisce in un quadro di solidarietà europea, anche con la Spagna».
Avete numeri preoccupanti? Su 180 mila persone controllate, i respinti sono poche decine e pochissimi i marocchini.
«Durante l’ultimo mese ci sono stati 31 provvedimenti di respingimento alle frontiere marittime e aeroportuali, di cui otto erano marocchini. Sei sono stati arrestati. Non sono pochi».
Quindi «la proroga è necessaria», come afferma Piantedosi?
«Assolutamente sì, ma




