Iran, Al Jazeera, «ecco come sei mesi di guerra hanno cambiato il Paese»
L’Iran non è più lo stesso di sei mesi fa, né nel suo processo decisionale politico, né nella sua struttura militare ed economica, né tantomeno nel suo tessuto sociale, perché la guerra ha lasciato il segno in ogni aspetto dello Stato e ha di fatto ridisegnato le mappe del processo decisionale politico, della resilienza e della sopravvivenza. Lo sostiene l’emittente Al Jazeera, secondo cui la guerra ha lasciato segni profondi su ogni articolazione dello Stato, ridisegnando di fatto le mappe del potere.
Dopo tre round di scontri in circa un anno: dalla guerra dei 12 giorni a quella del Ramadan, fino a quella che a Teheran viene chiamata «la guerra dello Stretto Hormuz», concentrata sul sud del Paese, l’Iran è uscito dalla sua prova militare più dura da decenni. Si ritrova ora – sostiene l’emittente qatarina – in una condizione di «né guerra né pace», in cui gli scontri aperti si sono trasformati in un blocco navale e in sanzioni ancora più severe.
Mentre Teheran continua a brandire le sue carte nello Stretto di Hormuz, osservatori nella capitale iraniana notano che i vecchi assunti su cui si fondava il sistema




