
di Franco Stefanoni
Il primo cittadino Fabio Altitonante (FI) ha firmato un’ordinanza urgente il 19 agosto. Da tempo vittima dell’incuria, dell’opera ora rimane solo un’ombra sul muro
A Montorio al Vomano (Teramo) rappresentava le lotte operaie e sindacali, simbolo del paese: una falce e martello in ferro battuto color rosso, installata negli anni Cinquanta su un muro di contenimento sul lungofiume. La vegetazione se l’era un po’ mangiata. Ma per parte della cittadinanza significava «il simbolo della conquista dei diritti dei lavoratori e dell’antifascismo montoriese». Il sindaco Fabio Altitonante di Forza Italia, però, il 19 agosto ha firmato «un’ordinanza urgente» per rimuoverla, e i residenti si sono divisi.
Nell’atto comunale si legge, tra le motivazioni, di «rischio attuale e potenziale per il distacco del manufatto in un’area destinata alla fruizione, quindi, a tutela dell’incolumità degli utenti». La decisione è stata presa nel corso dei lavori di messa in sicurezza e mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico del lungofiume Vomano che interessa anche il tratto storico della muratura della cinta urbana. C’è una relazione tecnica che parla di ossidazione e degrado, un interessamento della soprintendenza, documenti che ricordano come l’opera sia abusiva e ancorata in modo artigianale, la




