
di Giorgio Pirani
Nell’azienda agricola Caccianemici, sui Colli bolognesi, la raccolta è già partita. Iannini: «Dalla campionatura delle uve risulta una buona crescita quantitativa e ritengo che anche la qualità sia migliorata»
La vendemmia 2026 è appena cominciata, ma nonostante un’estate segnata da grande caldo e siccità, la situazione in Emilia-Romagna non sembra drammatica.
La scelta biologica (e biodinamica)
Per Walter Iannini, vignaiolo e socio fondatore della società agricola Caccianemici, il quadro è al momento positivo; tanto che il 2026 potrebbe chiudersi persino con un aumento sia della qualità sia delle quantità.
«Siamo ancora agli inizi, ma dalla campionatura delle uve risulta una buona crescita quantitativa e ritengo che anche la qualità sia migliorata, con un aumento che stimiamo tra il 10 e il 20% per quanto riguarda la nostra produzione — precisa —. Abbiamo qualche problema di ingiallimento delle foglie basali, ma oltre a questo non abbiamo grossi problemi».
Aiuta certamente la posizione, con i Colli bolognesi favoriti dall’altitudine, ventilazione e un terreno ricco di sostanze organiche per i vitigni, ma anche il tipo di agricoltura portato avanti da Caccianemici, che è «virtuosa, biologica e biodinamica, lavorando sul suolo e sulla gestione dell’inerbimento, così da




