
La lega pro’ Usa ha un problema: la rivalità tra le star Clark e Reese ha assunto sempre più l’aspetto di un conflitto tra bianche e nere. A cui si è aggiunta la questione degli atleti trans nello sport femminile
Hai un bel dire non mischiare sport e politica. Nel mondo ideale sarebbe bello fosse così. Ma la storia ci insegna che non è possibile. Ci sono anche precedenti positivi, come la “Diplomazia del ping pong”, ovvero l’evento che segnò la fine di oltre vent’anni di gelo politico tra Usa e Cina e aprì la strada alla storica visita del presidente statunitense Richard Nixon a Pechino nel 1972, avviando la normalizzazione dei rapporti bilaterali. Per non parlare dell’esempio più brillante di utilizzo di un palcoscenico globale per una giusta causa, in questo caso l’Olimpiade di Berlino 1936, con le quattro medaglie d’oro vinte da Jessie Owens davanti ad Adolf Hitler, smentendo la propaganda nazista sulla superiorità della razza ariana. O ancora il pugno alzato a Città del Messico 1968 da Tommie Smith e John Carlos sul podio dei 200 metri per protestare contro il razzismo e per i diritti dei neri. Quattro anni dopo fu però la volta della tragedia di




