
di Marika Giovannini
Cgil, Cisl e Uil pronte al dialogo: «Chiediamo azioni concrete, manca chiarezza sugli impegni di spesa pubblici e privati»
«Un primo passo». Ma non sufficiente a dissipare tutti i dubbi, in particolare «su stanziamenti e welfare». Dopo aver ascoltato l’illustrazione del documento «Trentino 2040» da parte dell’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, i segretari di Cgil, Cisl e Uil Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher ammettono «un’apertura» nei confronti delle linee tratteggiate dal vicepresidente della Provincia. Indicando però subito gli aspetti che, nel documento, vengono considerati carenti.
«Le opere pubbliche non bastano»
«Manca chiarezza — osservano i segretari — sugli impegni di spesa pubblici e privati. Insomma, non c’è alcuna indicazione degli stanziamenti. E senza una previsione di risorse disponibili non si può certo dare concretezza ad uno sviluppo più sostenuto del sistema produttivo trentino né si può dare una vera svolta nelle politiche economiche provinciali». Anche perché, proseguono i sindacalisti, «siamo in piena stagnazione». E «per andare oltre lo zero virgola non bastano le opere pubbliche, ma serve un’industria e servizi avanzati che rilancino gli investimenti in innovazione e ricerca, puntino sulla crescita dimensionale delle proprie imprese e siano protagoniste nei mercati internazionali grazie all’export».




