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Banco Bpm apre ad Agricole: «La fusione? Possibilità industrialmente solida»

di Andrea Rinaldi

Il ceo Castagna apre alle nozze con i soci francesi: «Decisione unanime del cda di non procedere con Mps. La remunerazione per i soci passa da 6 a 7 miliardi fino al 2027». In arrivo anche un buyback

Banco Bpm chiude il primo semestre con utili in crescita e apre alla combinazione con i soci francesi della Banque Verte, titolari del 29,3% di Piazza Meda. Dopo aver rinunciato a proseguire la strada del matrimonio tra pari con Monte Paschi, l’ex popolare milanese ora vira Oltralpe, anche in virtù delle considerazioni espresse dai vertici del Crédit Agricole, che venerdì scorso hanno detto chiaramente di non vedere valore nell’unione con Mps. 

La fusione tra le attività italiane di Credit Agricole e Banco Bpm – come auspicata dalla vicedg Clotilde L’Angevin – «è sempre stata una possibilità da quando sono diventati nostri azionisti» e «la esamineremo nell’interesse di tutti i soci se diventerà una vera e propria possibilità», ha detto Giuseppe Castagna, ceo di Banco Bpm, in conference call con gli analisti. Secondo il banchiere si tratta «di una fusione molto solida da un punto di vista industriale» ma che, qualora si materializzasse, deve «rendere felice anche gli

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