
di Redazione Spettacoli
Il direttore d’orchestra nato a Bari ha lavorato nei maggiori teatri del mondo, dalla dalla Scala di Milano al Metropolitan Opera di New York
Figura di riferimento del Belcanto a livello internazionale, il direttore d’orchestra Bruno Campanella è morto a 83 anni dopo una lunga malattia. Considerato tra i più autorevoli interpreti del repertorio operistico italiano, è scomparso martedì 4 agosto, come comunicato dall’Adnkronos.
Nato a Bari il 6 gennaio 1943, Campanella ha diretto nei maggiori teatri del mondo, dal Teatro alla Scala di Milano al Metropolitan Opera di New York, negli anni ’90 è stato direttore stabile al Teatro Regio di Torino. Il maestro ha contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione delle opere di Rossini, Bellini e Donizetti: a caratterizzare il suo stile sono stati il rigore interpretativo, l’eleganza del gesto e una profonda conoscenza della tradizione operistica.
Dopo essersi diplomato in composizione e direzione d’orchestra al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, si è perfezionato con maestri del calibro di Nino Rota, Luigi Dallapiccola, Hans Swarowsky e Thomas Schippers, affiancando alla formazione musicale una laurea in filosofia con una tesi dedicata alle religioni buddhiste.
Dal 1992 al 1995 è stato direttore stabile




