di Alessia Conzonato
La perdita di valore registrata in borsa da Umg arriva a quasi tre mesi dal rifiuto dell’offerta da 56 miliardi di euro del miliardario americano Bill Ackman, fondatore di Pershing Square Capital Management
Seduta da dimenticare per Universal Music Group (Umg), che venerdì ha registrato il peggior calo della sua storia in Borsa: il titolo ha perso il 25,4%, bruciando in una sola giornata circa 9 miliardi di euro di capitalizzazione e scendendo da 37,6 a 28,6 miliardi di valore di mercato. Per la società, quotata ad Amsterdam dal settembre 2021, si tratta del livello più basso mai raggiunto.
I conti di Umg
A innescare le vendite sono stati i risultati del secondo trimestre, nonostante una crescita a doppia cifra. Al netto dell’acquisizione di Downtown Music e a cambi costanti, i ricavi sono aumentati del 16,6%, raggiungendo 1,37 miliardi di euro. Un dato considerato insufficiente dal mercato, che attendeva un’accelerazione fino al 19,2%.
La debolezza del trimestre, secondo Lucian Grainge, ceo e chairman di Umg, è da ricondurre alla stagionalità del business «legata ad alcune di queste uscite discografiche», che porta a confidare in un miglioramento della performance nella seconda metà dell’anno.




