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Spirits italiani: export in calo (-5%), ma il futuro passa da mixology e turismo

Il mercato degli spirits italiani attraversa una fase di trasformazione. Consumi più selettivi, maggiore attenzione alla qualità e nuove modalità di approccio al prodotto stanno modificando le abitudini degli italiani, mentre sui mercati internazionali il rallentamento del commercio globale coinvolge anche il comparto delle bevande spiritose. Secondo i dati elaborati per Assodistil da Nomisma e dall’Osservatorio Distillati di Format Research, nel 2025 gli spirits made in Italy hanno generato un fatturato estero di 1,7 miliardi di euro, con una flessione del 5% rispetto all’anno precedente. Un risultato che, tuttavia, mantiene una prospettiva positiva nel medio periodo: il valore dell’export resta infatti superiore del 33,7% rispetto al 2019.

Spirits italiani, export in calo ma il futuro passa da mixology e spiriturismo Spirits italiani in trasformazione: meno consumo tradizionale, più mixology e nuovi mercati

Un mercato che cambia: meno quantità, più attenzione alla qualità

Il consumo interno conferma una tendenza ormai consolidata. Nel 2025 gli italiani hanno consumato circa 125 milioni di litri di spirits, un dato inferiore del 10% rispetto al 2019. La contrazione dei volumi si accompagna però a un cambiamento nelle occasioni di consumo: cresce l’interesse verso prodotti caratterizzati da maggiore identità, da utilizzare soprattutto nella miscelazione. I liquori rappresentano ancora

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