
di Sandra Cesarale
Vendette feroci e violenza nei nuovi video, un disco ispirato da un’ira «senza filtri»: Miss Ponytail sfida gli haters e accusa il mondo spietato dei produttori
Ariana Grande, la furia. La gentile e minuta popstar scatena la sua rabbia nel nuovo video della canzone «Petal»: al termine dell’ennesima, fallimentare audizione, imbraccia una motosega e fa a pezzi un gruppo di arroganti produttori, poi esce dalla stanza imbrattata di sangue e viene accolta dagli applausi delle altre aspiranti attrici e showgirl. Il corto è un’accusa allo spietato mondo dello spettacolo e una risposta alle critiche che Ariana ha ricevuto da haters e tabloid in quasi vent’anni di carriera.
Nel filmato di «Hate That I Made You Love me» la sua vendetta è meno pulp ma altrettanto feroce. Ariana appare al fidanzato che l’ha uccisa e seppellita nel deserto, l’omicida si trasforma così in vittima di incidenti stradali e roghi domestici, fino all’epilogo: sarà lei a seppellirlo (vivo).
Del resto Ariana — che ama l’eleganza di Audrey Hepburn — adora l’horror, tanto che la madre temeva diventasse una serial killer: «Da ragazzina — ha detto a Billboard — indossavo una maschera di Freddy Krueger,




