
di Stefania Ulivi
Il regista Salvatore Mereu in concorso a Locarno: finzione e realtà si intrecciano in una Sardegna insolita
«Una favola realistica. Una storia di amore puro, assoluto». Salvatore Mereu è uno dei due registi italiani in concorso a Locarno 79 in programma dal 5 al 15 agosto. È in gara con Alberi erranti che ha prodotto con la sua Viacolvento (e Rai Cinema), tratto dal romanzo di Alberto Capitto (Alberi erranti e naufraghi, ed. Il Maestrale), con cui ha curato la stesura della sceneggiatura.
«L’avevo letto mentre preparavo Assandira, dove raccontavo una storia d’amore ma più sulfurea, una relazione malata. Mi è sembrato un contraltare perfetto di un altro modo di intendere il sentimento in modo puro, due destini che si uniscono in un istante, che si riconoscono. Ho aspettato il momento giusto per portarlo sul grande schermo. I due film adesso mi sembrano come i due lati di un disco».
Al centro della storia, ambientata in una Sardegna non identificabile, troviamo due giovani, Giuliano Arca (Romeo Perrone) e Maddalena Branca (Giulia Maenza). Lui cresciuto ai margini della città, con il padre Piero e tanti animali bisognosi di cure. Lei fidanzata con Michelangelo




