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A Marghera il dolce nato per errore è diventato un impero da 4mila pezzi al giorno

A volte la perfezione nasce da un passo falso e il successo da una intuizione inaspettata. È il caso del “Margherino”, il dolce che da quattro anni a questa parte sta ridefinendo il concetto di colazione e merenda a Marghera e in tutto il territorio veneziano. Stiamo parlando di un krapfen che ha sfidato la tradizione, rinnegando la classica e rassicurante forma sferica per abbracciarne una spigolosa, modernissima (e irresistibile) triangolare. Una vera e propria rivoluzione pop, nata da un errore di calcolo, un “felice incidente” e diventata, imprevedibilmente, un cult.

Roberto Giuffrè, titolare della Pasticceria Milady, coi sui Margherini Roberto Giuffrè, titolare della Pasticceria Milady, coi suoi Margherini

Tutto ha avuto inizio il 10 ottobre 2022, una data memorabile per il maestro pasticcere Roberto Giuffè, anima della Pasticceria Milady di Marghera dagli interni color Tiffany e i dettagli marini. Spinto dal desiderio di rinnovare il tradizionale krapfen con un concept proprio, assieme al suo team di laboratorio di arte bianca, decide di sperimentare una stesa a forma quadrata. Ma la chimica della lievitazione e la successiva cottura riservano una sorpresa: i dolci crescono ben oltre le aspettative, risultando smisurati, mastodontici.

La forma del successo: come un “errore”

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