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Una plug-in su quattro arriva dalla Cina: Volkswagen chiede subito i dazi

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Del resto, è ormai chiaro che i costruttori cinesi abbiano messo nel mirino l’Europa anche per arginare il problema del calo delle vendite sul mercato interno. In generale, la spinta sulle esportazioni li ha già portati ad aumentare le proprie vendite a tassi a tripla cifra.

Sempre secondo Dataforce, il primo semestre si è chiuso con 685.990 veicoli commercializzati da marchi del Dragone, con un aumento del 101% sul pari periodo dell’anno scorso e una quota passata in un anno dal 5% al 9,5%.

“I concorrenti cinesi subiscono pressioni sul mercato interno e l’esportazione rappresenta la loro unica opportunità di successo”, ha fatto presente Blume, auspicando una rapida attuazione di misure di protezione più ampie per l’industria automobilistica europea nell’ambito del Made in Europe.

Al contempo, però, il manager ha confermato la possibilità di importare in Europa veicoli prodotti in Cina per sfruttare una base di costo inferiore, mentre ha escluso accordi per la condivisione degli impianti europei con Case cinesi.

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