di Alessandro Sala
Una brutta abitudine che ancora sopravvive sulle nostre spiagge. Gli appelli degli animalisti per ricordare che pesci e crostacei sono esseri senzienti. E che oggi la legge è molto severa nei confronti di chi maltratta gli animali
Catturare granchi e meduse con il retino e tenerli poi a lungo nel secchiello di plastica, con poca acqua e magari anche sotto il sole, con le temperature che, là dentro, si avvicinano a quelle di una zuppa. E poi, nella migliore delle ipotesi, ributtarli in mare. «Migliore» fino ad un certo punto, però, perché difficilmente quegli animali riusciranno a riprendersi dopo lo stress, la paura e la sofferenza subite e finiranno comunque per morire, anche se ancora apparentemente vivi nel momento in cui vengono ributtati tra le onde.
Nell’ipotesi peggiore c’è invece chi le meduse le spiaccica sulla spiaggia per puro divertimento, le colpisce con il bastone del retino o con una paletta, e poi resta lì ad osservarle, aspettando che si sciolgano sotto i raggi infuocati, che già arroventano la sabbia. Crudeltà allo stato puro, che tuttavia viene spesso tollerata, se non addirittura incoraggiata da alcuni genitori. Perché «cosa vuoi che sia, i bambini giocano, è




