di Lorenzo Cremonesi
La 29enne velista brasilana, nota per le sue navigazioni estreme: «Con il riscaldamento climatico, anche questo passaggio diventerà banale come la salita per la via normale all’Everest»
CAPE HOPE (Alaska nord-occidentale) – Scegliere di restare sola, totalmente isolata nella sua piccola e spartana barca a vela di acciaio, per 8 mesi intrappolata tra i ghiacci in un fiordo della Groenlandia settentrionale. «Uno dei momenti più drammatici fu quando camminando sul mare ghiacciato si aprì un buco e caddi in acqua sino al collo. Non c’era nessuno per aiutarmi, però riuscii a restare a galla e strisciare annaspando verso una roccia su cui feci leva con le gambe per uscire. Poi dovetti correre con i vestiti fradici a diversi gradi sottozero sulla neve lungo due chilometri per raggiungere la mia barca» racconta Tamara Klink, la navigatrice 29enne diventata famosa nel suo Paese natale, il Brasile, ma anche tra i circoli internazionali di appassionati del mare, per le sue navigazioni estreme nei climi freddi.
L’abbiamo incontrata nel porto di Nome, circa 300 miglia più a sud dal punto in cui ci troviamo in questo momento sulla via del passaggio di Nord-Ovest,




