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Da Armani a Dior, perché a Milano aprono ristoranti invece di negozi

C’era una volta il tempo in cui l’alta moda si respirava solo tra i corridoi ovattati delle boutique, tra fruscii di seta e profumo di pelle lavorata. Oggi il lusso ha cambiato sapore: non si indossa soltanto, si degusta. Sempre più marchi storici e maison internazionali stanno valicando i confini della passerella per conquistare la tavola, trasformando la ristorazione nella nuova e più sofisticata espressione del proprio stile di vita. Una rivoluzione sensoriale che unisce la creatività dei grandi stilisti al talento degli chef più premiati, dove ogni piatto diventa un’estensione dell’estetica del brand. Ma da dove nasce questa unione perfetta tra alta moda e alta cucina?

L’esperienza visionaria di Fiorucci negli anni ’70

Come apripista va ricordato il geniale Elio Fiorucci, che nel 1974, ispirandosi agli Stati Uniti, aveva aperto in via Torino angolo Via Valperosa a Milano, un negozio dallo stile kitsch pop e al primo piano aveva creato un ristorante, caffetteria, cocktail bar con un giardino d’inverno, piante tropicali e fontane. Tutti elementi in voga oggi. Aperto fino alle due di notte proponeva spaghetti al pomodoro o all’amatriciana e per la prima volta in Italia ecco apparire un hamburger farcito, però servito su piatti di porcellana Richard Ginori. Purtroppo

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