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È morto Kozo Okamoto, terrorista dell’Armata rossa giapponese: uccise ventisei persone nella strage all’aeroporto israeliano di Lod

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di Guido Olimpio

Aveva 78 anni. Nel 1972 commise l’eccidio per conto del Fronte popolare per la Palestina. Condannato all’ergastolo è tornato libero nel 1985 grazie ad uno scambio di prigionieri

Kozo Okamoto, il terrorista dell’Armata rossa giapponese coinvolto nella strage all’aeroporto di Lod, Israele, è morto nel suo letto in Libano. Aveva 78 anni. Il decesso è stato annunciato dal Fronte popolare per la Palestina, il gruppo per conto del quale aveva compiuto l’eccidio il 30 maggio del 1972.

La storia del militante è parte dell’alleanza che aveva portato dozzine di estremisti ad unirsi alle frange più radicali della resistenza palestinese. Tedeschi, nipponici, Carlos lo sciacallo, italiani. E Kozo, considerato all’inizio una sorta di combattente per caso, seguirà la componente esterna dell’Armata Rossa guidata da Fusako Shigenobu, la leader mai pentita che trasferirà un nucleo di «duri e puri» in Medio Oriente. Epoca tempestosa per il movimento radicale sconvolto da una epurazione crudele in uno chalet di montagna. Una volta a Beiurt nascerà la collaborazione operativa con i fedayn di George Habbash e George Haddad: i membri della fazione accetteranno di compiere una missione suicida.

Okamoto, insieme a due complici, arriva da Roma nello scalo

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