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Ecco perché vietare i social ai minori è diventato necessario

di Riccardo Luna

Dal 1° settembre la Francia vieta i social ai minori di 15 anni. Non è una soluzione definitiva, ma è il primo argine contro piattaforme progettate per catturare l’attenzione dei più giovani

Il 1° settembre in Francia entra il vigore il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni. Sarà il primo Paese europeo ad adottare una misura di questo tipo; molti altri stanno per fare lo stesso (anche in Italia il governo si è finalmente deciso a scongelare proposte che giacciono da tempo). È giusto?

Non sarebbe stato meglio scegliere una età diversa, tipo 16 anni come hanno fatto in Australia? Oppure addirittura 13 anni, come un gruppo di esperti ha recentemente suggerito di fare alla Commissione Europea? E poi: funzionerà? O sarà solo un’altra norma bandiera che poi tutti aggirano? E come si verifica davvero l’età degli utenti del web senza schedarci tutti?
Sono tutte domande legittime. Compresa quella che si fanno certi psicologi: e allora perché non li vietiamo anche ai genitori? Ma prima occorre farsene un’altra: era proprio necessario?

Per rispondere è utile partire da due frasi che sono state dette in un recente passato.

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