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Un integratore contro le microplastiche

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Un integratore ricavato dalle pareti cellulari di batteri morti si lega alle microplastiche e alle nanoplastiche in condizioni che richiamano quelle dell’interno del corpo umano, e sembra prevenire il loro ingresso nelle cellule.

Il prodotto, descritto in un articolo in prepubblicazione sul server bioRxiv, viene presentato come un modo per limitare i rischi degli effetti – probabili, complessi e non ancora del tutto chiari – dell’inquinamento da plastica sulla salute umana. Ma, data la diffusione delle microplastiche dentro e attorno a noi, potrebbe rivelarsi solo un palliativo.

Una calamita per le microplastiche

L’integratore, chiamato Qi601, è un postbiotico, cioè un prodotto di derivazione batterica, ricavato dalle pareti cellulari del Limosilactobacillus fermentum, un microrganismo che si trova in materiale vegetale o animale in fermentazione (anche nel lievito madre!).

I ricercatori della Quorum Innovations, l’azienda biofarmaceutica che ha sviluppato questa sostanza, hanno inattivato il batterio con il calore, raccolto il suo involucro ruvido e l’hanno incubato insieme a delle microplastiche, particelle di plastica con un diametro inferiore a 5 millimetri. La plastica è rimasta legata alle pareti rugose del batterio morto.

In un secondo esperimento, per meglio simulare le condizioni tipiche del corpo umano e in

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