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Tour, il caso dei controlli antidoping: perché si fanno di notte e cosa si cerca nei test

In Francia continua a tenere banco il tema: Vingegaard è stato controllato alle 2 di notte (e nella tappa seguente è caduto ritirandosi), Pogacar alle 5. Ma non solo, perché anche nel giorno di riposo sono state controllate in serata tutte le squadre

Ciro Scognamiglio

Giornalista

23 luglio – 12:54 – MILANO

A quattro giorni dalla fine del Tour de France, continua a tenere banco il tema dei controlli antidoping, in particolare quelli ‘notturni’: Jonas Vingegaard è stato controllato alle due della notte tra sabato e domenica (poi domenica, 15ª tappa, è caduto e si è ritirato), la maglia gialla Tadej Pogacar alle cinque del mattino. E nel giorno di riposo, lunedì, praticamente tutte le squadre – comprese la Red Bull di Evenepoel e la Bahrain di Seixas – sono state controllate attorno alle 22. Mathieu Van der Poel, uno dei grandi protagonisti di questo Tour (vincitore di tappa a Ussel, ieri fondamentale per il successo a Voiron del compagno Jasper Philipsen), ha detto: “Spero che non diventi la norma. Non credo che sarei molto contento se venissi svegliato alle 2 di notte“. L’olandese della Alpecin-Premier

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