
di Manuel Colosio
L’assessora interviene dopo la seconda bocciatura: «Il piano vale 8,5 milioni di euro, dispone di un cronoprogramma definito, risorse dedicate e interventi già programmati»
Dopo la seconda esclusione consecutiva di Brescia dalla corsa a Capitale Verde Europea, l’assessora alla Transizione ecologica del Comune, Camilla Bianchi, guarda oltre la delusione: «Ripartiamo dal Piano aria e clima: abbiamo un cronoprogramma, impegni precisi, azioni concrete e risorse economiche dedicate. Al di là del concorso, il nostro obiettivo resta quello di portare avanti la transizione ecologica della città». La bocciatura arriva a tre anni di distanza da quella precedente, quando la Commissione europea aveva invitato Brescia ad assumere impegni più incisivi nel medio e lungo periodo per migliorare la qualità ambientale.
Buongiorno assessora, come interpreta questa seconda esclusione?
«Non significa affatto che la città non stia facendo la propria parte, anzi. Lo dimostra il Piano aria e clima, che recepisce anche alcune indicazioni emerse dalla precedente valutazione della Commissione. European Green Capital è un’opportunità di confronto con altre amministrazioni europee impegnate a rendere le proprie città più verdi, sostenibili e resilienti. Non esiste una soglia minima che garantisca il riconoscimento e si tratta di una competizione molto serrata».




